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CULTURA E TURISMO

CULTURA E TURISMO

Il Territorio

Il territorio comunale di Jerzu si estende su una superficie prevalentemente collinare; la parte meridionale è caratterizzata dalla presenza dell'ampia valle del Rio Quirra, che origina in località Genn'e Cresia, per poi dirigere verso sud. L'intera area appare coltivata, specialmente a vigneti, nel fondovalle, a cui si alternano uliveti, specialmente sul fianco destro. Ad est della valle il territorio si fa più scosceso, trovandosi le pendici del Monte Ferru, la cui punta, in comune di Tertenia, supera gli 800 metri s.l.m.

A nord di questo massiccio si estende la vallata del Pelau, una ricca campagna coltivata a vigneti e frutteti. Il fiume Pelau qua segna il confine nord con il territorio comunale di Gairo, mentre a monte, lo stesso fiume è noto come Rio Pardu. Proprio nella profonda vallata del Rio Pardu, a 450m di altezza, si trova il centro abitato, sormontato dalle magnifiche formazioni dei tacchi dell'Ogliastra, in ottima posizione panoramica. I tacchi che dominano il paese sono chiamati Porcu 'e ludu (780 m) e Troiscu (849 m); segue poi verso nord il tormentato profilo del Monte Tisiddu, interamente in comune di Ulassai.

La strada provinciale Jerzu–Perdasdefogu attraversa il punto più panoramico del territorio: la strada si snoda per alcuni Km fra le formazioni dei tacchi, in un paesaggio stepposo e quasi primordiale, fino a passare accanto alla Punta Corongiu, che, con i suoi 1009 metri s.l.m., è la punta più elevata del territorio di Jerzu. Fra i tacchi sorge la chiesa campestre di Sant'Antonio, teatro dell'omonima sagra, una delle feste più importanti del paese.

Il comune di Jerzu comprende pure una exclave, in territorio di Quirra, al confine con la Provincia di Cagliari; la frazione occupa parte dell'ampio fondovalle del Rio Quirra, coltivato a vigneti, più una grande parte a monte, sul versante destro, lungo la stretta e boscosa valle del Rio San Giorgio (Santu Orgiu), che dall'altopiano di Quirra affluisce sul Rio sopra citato.

La cittadina di Jerzu, le cui abitazioni sorgono lungo il corso del fiume Pelau, dai 200 m. agli 842 m. sul livello del mare, sui monti Lumbarau, Spanalai e Porcu ‘e Ludu , è dominata dalla roccia dolomitica.

Troviamo varie punte: Su Sippiri, Gutturgionis, Ungule de Ferru, Gedili, Corongiu (1008 m.) che sembra quasi avere la forma di un castello naturale, Poddini, Muvrone, Sa Podda, Genna de Argius e la catena scistosa di Serralonga.

Il Territorio

Veduta panoramica del paese di Jerzu

Il suo territorio di 102,61 Kmq possiede molte sorgenti, un’abbondante vegetazione ed una ricca fauna.
Nella parte alta si trovano i boschi di querce mentre nella valle predominano le vigne, gli uliveti, i mandorleti e la macchia mediterranea.

ITINERARI ED ESCURSIONI:

Il paese si sviluppa in uno spettacolare e particolare abbraccio dei tacchi, in un percorso attrezzato per la pratica sportiva del Free Climbing, meta ambita del turismo ambientale ed enogastronomico e del turismo scolastico. Ogni anno sono più di dieci i gruppi scout che vengono ospitati da tutta la sardegna e da tutta Italia.
Alcuni percorsi possono rivelarsi interessanti sotto l'aspetto naturalistico e geologico, E sono percorribili anche grazie all'ausilio professionale di alcune Cooperative Turistiche locali che offrono la possibilità di fare delle indimenticabili escursioni a piedi, in mountain bike e coi quad.

SORGENTI NATURALI:

Numerose sorgenti hanno favorito, tutt'intorno al centro abitato, lo sviluppo di un gran numero di orti: in particolare, vanno citate le sorgenti di Bau 'e munsa, nei pressi della Cantina Sociale, tuttora tra le più ricche, la Madonnina, a poca distanza dal cimitero, e il complesso di Funtanedda, nella parte alta del paese. L'acqua di queste fonti è potabile.
Dove ora sorge l'hotel, in località Funtana 'e Susu, vi era il 'lavatoio'; adesso, l'acqua è stata incanalata per far spazio ad una piazza, e riprende a sgorgare sotto l'area di recente 'urbanizzazione' di Su Forreddu.
Va citata inoltre la sorgente di Salemoni, lungo la provinciale che collega Jerzu alla Statale 125.

DAL CENTRO ABITATO AI MONTI DI SANT'ANTONIO:

Dal centro del paese, (località chiamata Regaliu, forse da Riu de Arrialìa, il Torrente della Discordia) una strada con fondo in cemento risale ripida il costone della montagna, incrociando la circonvallazione del paese; la strada prosegue entrando e uscendo da un bosco di lecci ai quali, in epoca recente, sono stati affiancati dei pini. A monte, la strada si ricollega con la provinciale Jerzu–Perdasdefogu, la quale, giunta al valico sotto il tacco di Porcu 'e ludu, prosegue sul fianco opposto al paese.
Qua inizia il tratto più suggestivo: a destra della strada, i tacchi del complesso del Lumburau dominano la vallata alta del Rio Flumineddu, mentre a sinistra, si succedono i tacchi di Mamuttara; in lontatanza, verso nord, il tormentato profilo dei tacchi di Tisiddu, Su Àccara e di Osini. Durante i mesi piovosi la strada diventa uno dei punti più interessanti per l'osservazione della cascata di Lequarci, in territorio comunale di Ulassai. La flora lungo tutto il percorso montano è caratterizzata dalla presenza dei cisti, elicrisi e timi, che durante la primavera sprigionano i loro profumi. Al termine di un grande rettilineo, una deviazione a sinistra permette di raggiungere la località campestre di Sant'Antonio, adagiata su un piccolo pianoro ai piedi dell'omonimo tacco. L'intero percorso viene seguito a piedi durante la festa di Sant'Antonio, quando dalla chiesa di San Sebastiano a Cuccureddu, nella parte alta del paese, il simulacro del santo viene portato in processione fino alla chiesetta a Sant'Antonio.

SOTTO I TACCHI:

La strada provinciale Jerzu–Perdasdefogu ha origine nei pressi della vecchia stazioncina ferroviaria, al confine fra i comuni di Jerzu e Ulassai (più vicino a quest'ultimo); i suoi primi chilometri si snodano ai piedi dell'imponente mole del Monte Tisiddu, dal quale sembrano quasi traboccare le cime ondulate ricoperte da una fitta foresta di lecci.

I Tacchi

Un sentiero caratterizzato dalla presenza di innumerevoli gradini risale lungo i crepacci del tacco, arrivando fino alla cima del Bruncu Matzeu, in territorio di Ulassai.
Lasciato alle spalle il Tisiddu, la cresta della montagna si abbassa, avvicinandosi notevolmente alla strada: in questo valico, chiamato Bau Arena, una strada sterrata permette di scollinare, regalando un'ampia visuale sulla valle alta del Rio Flumineddu, fino ai grandi terrazzamenti di Esterzili; questo passaggio è bruscamente interrotto dalla massiccia mole del Monte Troiscu, il tacco che domina più di tutti l'abitato di Jerzu, seguito dal grande complesso del Lumburau, la cui punta più orientale, nota come Porcu 'e ludu (letteralmente Maiale di fango) si sporge col suo profilo arrotondato sulla valle del Pardu.

PROBLEMATICHE AMBIENTALI:

Due sono le piaghe che gravano sul territorio comunale di Jerzu.
Il fattore più grave, come del resto un po' in tutta l'isola, è quello degli incendi. Finora, le aree sopra i tacchi sono miracolosamente scampate alle devastazioni dei piromani, ma diversi focolai arrecano ogni anno notevoli danni alle coltivazioni e ai vigneti. In particolare, si può citare l'immenso rogo dell'agosto 2004, quando un'area di oltre 500 ettari venne percorsa da un incendio che ridusse in cenere l'intera zona di Pitz'e Monti, Is Paganus e parte delle colline di Pelau. Nonostante gli sforzi dei Vigili del Fuoco, le fiamme imperversarono sulla zona per due giorni, sospinte da un forte vento di scirocco.
Il secondo fattore riguarda il rischio di dissesto idrogeologico. L'area in cui sorge in paese è composta da scisti, i quali, a seguito di interventi pesanti di smembramento, scivolano su sé stessi durante la stagione delle piogge. Nel 1951, una grande alluvione distrusse i vicini centri di Osini e Gairo, ciò successe perché jerzu non aveva voluto firmare un contratto per spostare più in alto i due paesini, cosa che sarebbe successa dopo l' alluvione[senza fonte]. Negli anni successivi, i canali naturali vennero colmati o deviati, e diverse unità abitative vennero costruite in aree a forte rischio: in particolare, il settore di Cort'e porcus, a nord del vecchio centro, risente di queste problematiche, e quasi ogni anno si verificano dei piccoli smottamenti.
Nel 2003 iniziarono i lavori di ammodernamento sulla provinciale che collega Jerzu alla località Genn'e cresia e alla Statale 125: il progetto prevedeva l'allargamento della strada e l''appiattimento' di molti tornanti. Il risultato fu tuttavia il crearsi di una nuova area a rischio, che mai prima di allora aveva conosciuto il dissesto idrogeologico: la strada, ormai completata, è fortemente instabile, e necessita di continui interventi dopo ogni temporale; i proprietari dei terreni a monte della strada, ogni anno subiscono notevoli danni a causa delle frane; interi orti e vigneti vengono continuamente consumati dagli smottamenti.

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